C'è sempre una prima volta.
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C'è sempre una prima volta.
Ho mangiato molte volte serpente, quasi sempre il crotalo (rattle snake) americano, ma il primo della mia vita è stato uno cinese.
Ero a Taipei per la prima volta e da qualche parte avevo letto che c'era questo posto che si chiama Snake alley, una vietta con bancarelle sui lati nel quartiere del Tempio della Luna, Lon San Shin. Incrocio un amico che come me per la prima volta visita Taiwan e che come me ha voglia, nel dopolavoro, di scoprire che minchia di posto sia questo.
Gli proprongo la visita alla snake alley e lui subito la gira ai due rappresentanti indigeni che l'accompagnano. I due fanno i ritrosi e dicono che andare alla snake alley non è proprio il massimo dell'eleganza per degli europei come noi. Non ci lasciamo intimidire, insistiamo e alla fine accettano di portarci a vedere questo posto, che probabilmente è uno dei più caratteristici della città.
Caratteristico perchè tra le molte bancarelle che vendono di tutto il commestibile e non , alcune offrono serpente in tutte le sue essenze, cioè da un serpente vivo cavano il veleno, gli spremono il sangue, gli strizzano il pancreas (o il fegato, non ho capito, del resto non mi sembra che i serpenti possano soffrire di diabete, magari era un rene, chissà) e coi sughi ricavati, con aggiunta di grappa/vino di riso ci fanno un beverone che qualche locale si azzarda a bere per rinvigorire il suo apparato riproduttivo. Insomma una spremuta di serpente è una specie di viagra naturale, ovviamente secondo i cinesi......
Bene, finalmente sbarchiamo alla famosa Snake alley e ci addentriamo tra le bancarelle (ho le foto da qualche parte, quando saltano fuori le posto), osserviamo cose a noi non familiari e cerchiamo spiegazioni tramite i nostri interpreti i quali spesso rifutano l'aiuto in nome di quel pudore tipico degli orientali. Pudore perchè la zona è circondata da bordelli, più o meno legali non so dirlo, ma bordelli dove i locali, quelli che credono di averne bisogno, vi accedono dopo essersi bevuti un corroborante a base di serpente.
Dopo un po' ci avviciniamo ad uno stand con all'interno un paio di tavoloni e panche in legno e lungo le pareti molte gabbie piene di serpenti. Walter, l'amico di Bologna mio compagno di avventura in diverse occasioni e alle più diverse latitudini, dimenticando per un momento il Dio della cucina emiliana, cioè il tortellino, mi dice, dai ce lo mangiamo un serpente ?
Come no, dico io, dacci dentro coi due interpreti (erano i tirapiedi del suo rappresentante locale ) e vediamo di farci fare sto serpente. Detto fatto, Walter ci mette qualche minuto a convincere i due a spiegare alla proprietaria del ristorantino quello che vogliamo, la quale, quando finalmente lo sa si premura di cavare da una gabbia un bel serpentazzo di almeno 150 cm.
La bestia si dibatte, non è velenoso, non vale la pena ucciderne uno letale perchè è per mangiarlo eppoi, avrà pensato la signora, sicuramente questi due barbari saranno contenti in ogni caso . La signora prende un cordino, ci fa un nodo scorsoio e letteralmente impicca la bestia attaccando il capo del cordino ad una sbarra del soffitto, lo uccide, lo dissangua (preservare il sangue per altri avventori), lo scuoia, lo taglia a pezzi e ne consegna 4 allo stand di fronte che li spalma con della pasta di soia e lo mette a cuocere su un grglia di fortuna, li sulla strada.
Io e Walter ci sediamo ad uno dei due tavoli in attesa, mentre i due cinesi prendono debitamente le distanze da noi stando religiosamente sul ciglio della strada al di là dello steccato che delimita i confini dello stand. Intanto una piccola folla di autoctoni si raggruppa lungo lo steccato e ci osserva, cosa ci faranno mai due caucasici seduti in un posto così ? I "nostri" cinesi ci soridono col classico risolino tra il beffardo e l'imbarazzato come soli gli orientali sanno fare, in attesa del nostro pasto.
Che finalmente arriva, serpente grigliato con salsa di soia, un po' laborioso da mangiare dato che sta minchia di rettile è praticamente fatto solo di costole (vabbè altrimenti perchè sarebbe un serpente ?) , però buono, delicato, che sà di serpente cioè un sapore tutto suo compatibile con i gusti ai quali siamo abituati.
Quello è stato il mio primo, ne sono seguiti altri.......
Ero a Taipei per la prima volta e da qualche parte avevo letto che c'era questo posto che si chiama Snake alley, una vietta con bancarelle sui lati nel quartiere del Tempio della Luna, Lon San Shin. Incrocio un amico che come me per la prima volta visita Taiwan e che come me ha voglia, nel dopolavoro, di scoprire che minchia di posto sia questo.
Gli proprongo la visita alla snake alley e lui subito la gira ai due rappresentanti indigeni che l'accompagnano. I due fanno i ritrosi e dicono che andare alla snake alley non è proprio il massimo dell'eleganza per degli europei come noi. Non ci lasciamo intimidire, insistiamo e alla fine accettano di portarci a vedere questo posto, che probabilmente è uno dei più caratteristici della città.
Caratteristico perchè tra le molte bancarelle che vendono di tutto il commestibile e non , alcune offrono serpente in tutte le sue essenze, cioè da un serpente vivo cavano il veleno, gli spremono il sangue, gli strizzano il pancreas (o il fegato, non ho capito, del resto non mi sembra che i serpenti possano soffrire di diabete, magari era un rene, chissà) e coi sughi ricavati, con aggiunta di grappa/vino di riso ci fanno un beverone che qualche locale si azzarda a bere per rinvigorire il suo apparato riproduttivo. Insomma una spremuta di serpente è una specie di viagra naturale, ovviamente secondo i cinesi......
Bene, finalmente sbarchiamo alla famosa Snake alley e ci addentriamo tra le bancarelle (ho le foto da qualche parte, quando saltano fuori le posto), osserviamo cose a noi non familiari e cerchiamo spiegazioni tramite i nostri interpreti i quali spesso rifutano l'aiuto in nome di quel pudore tipico degli orientali. Pudore perchè la zona è circondata da bordelli, più o meno legali non so dirlo, ma bordelli dove i locali, quelli che credono di averne bisogno, vi accedono dopo essersi bevuti un corroborante a base di serpente.
Dopo un po' ci avviciniamo ad uno stand con all'interno un paio di tavoloni e panche in legno e lungo le pareti molte gabbie piene di serpenti. Walter, l'amico di Bologna mio compagno di avventura in diverse occasioni e alle più diverse latitudini, dimenticando per un momento il Dio della cucina emiliana, cioè il tortellino, mi dice, dai ce lo mangiamo un serpente ?
Come no, dico io, dacci dentro coi due interpreti (erano i tirapiedi del suo rappresentante locale ) e vediamo di farci fare sto serpente. Detto fatto, Walter ci mette qualche minuto a convincere i due a spiegare alla proprietaria del ristorantino quello che vogliamo, la quale, quando finalmente lo sa si premura di cavare da una gabbia un bel serpentazzo di almeno 150 cm.
La bestia si dibatte, non è velenoso, non vale la pena ucciderne uno letale perchè è per mangiarlo eppoi, avrà pensato la signora, sicuramente questi due barbari saranno contenti in ogni caso . La signora prende un cordino, ci fa un nodo scorsoio e letteralmente impicca la bestia attaccando il capo del cordino ad una sbarra del soffitto, lo uccide, lo dissangua (preservare il sangue per altri avventori), lo scuoia, lo taglia a pezzi e ne consegna 4 allo stand di fronte che li spalma con della pasta di soia e lo mette a cuocere su un grglia di fortuna, li sulla strada.
Io e Walter ci sediamo ad uno dei due tavoli in attesa, mentre i due cinesi prendono debitamente le distanze da noi stando religiosamente sul ciglio della strada al di là dello steccato che delimita i confini dello stand. Intanto una piccola folla di autoctoni si raggruppa lungo lo steccato e ci osserva, cosa ci faranno mai due caucasici seduti in un posto così ? I "nostri" cinesi ci soridono col classico risolino tra il beffardo e l'imbarazzato come soli gli orientali sanno fare, in attesa del nostro pasto.
Che finalmente arriva, serpente grigliato con salsa di soia, un po' laborioso da mangiare dato che sta minchia di rettile è praticamente fatto solo di costole (vabbè altrimenti perchè sarebbe un serpente ?) , però buono, delicato, che sà di serpente cioè un sapore tutto suo compatibile con i gusti ai quali siamo abituati.
Quello è stato il mio primo, ne sono seguiti altri.......

fegatellomaipiu- Messaggi: 293
Data d'iscrizione: 06.03.11
Re: C'è sempre una prima volta.
Meglio il serpente dei fegatelli, dunque

pingina- Messaggi: 162
Data d'iscrizione: 09.03.11

Re: C'è sempre una prima volta.
Ma chi sei quello di sky, Orrori da gustare?

soleluna- Messaggi: 39
Data d'iscrizione: 03.06.11
Re: C'è sempre una prima volta.
soleluna ha scritto:Ma chi sei quello di sky, Orrori da gustare?
ahahaha, Andrew Zimmern, mi sta molto simpatico perchè prima che esistesse la TV coi cibi ho fatto più o meno le stesse cose.

fegatellomaipiu- Messaggi: 293
Data d'iscrizione: 06.03.11
Re: C'è sempre una prima volta.
Grande! Hai mangiato pure insetti, forimiche, cavallette e larvone succose? Io non credo potrei!
Ma la trasmissione mi piace!!
Ma la trasmissione mi piace!!

soleluna- Messaggi: 39
Data d'iscrizione: 03.06.11
Re: C'è sempre una prima volta.
soleluna ha scritto:Grande! Hai mangiato pure insetti, forimiche, cavallette e larvone succose? Io non credo potrei!
Ma la trasmissione mi piace!!
No, non sono arrivato a quel livello per il semplice motivo che non ne ho avuto l'opportunità o la necessità. Però qualche cavalletta fritta in Tahilandia l'ho assaggiata, ma c'è di meglio.

fegatellomaipiu- Messaggi: 293
Data d'iscrizione: 06.03.11
Re: C'è sempre una prima volta.
soleluna ha scritto:Grande! Hai mangiato pure insetti, forimiche, cavallette e larvone succose? Io non credo potrei!
Ma la trasmissione mi piace!!
io ho mangiato le larvone succose, però cosa fossero l'ho scoperto solo dopo. buone erano buona, a Chang Mai.. parliamo di circa 28 anni fa, il urismo esisteva ma era ancora un po' d'avventira, tipo fai da te.. eravamo ospiti in questa capanna nella giungla, mangiammo benissimo e poi restammo lì a fumare (oppio) e chiacchierare... così quando chiesi cosa avevo mangiato e l'interprete non trovava la parola mi portarono a vedere.. sradicarono una pianta e sotto.. c'erano looro!!! non ho avuto coraggio di replicare l'esperienza, ma non ho neanche vomitato...

Nonna Papera- Messaggi: 55
Data d'iscrizione: 05.05.11
Re: C'è sempre una prima volta.
Lasciando da parte termiti e cavallette volevo ricordare il sashimi di polipo made in Korea.
Un polipo è un polipo, ma quando viene prelevato vivo da una vasca e fatto a tocchi mangiarlo crudo diventa un'esperienza interessante.
I giapponesi ci fanno il sushi, ma prima lo cuociono, invece i coreani no, quelli se lo mangiano crudo ancora in movimento e la sensazione delle ventose che si attaccano alla lingua mentre lo si mastica è abbastanza bizzarra.
Avvolto in una foglia di gelso o di lattuga insieme all'immancabile kimchi (cavolo rapa fermentato piccante) e un'intero spicchio d'aglio si lascia mangiare.
Un polipo è un polipo, ma quando viene prelevato vivo da una vasca e fatto a tocchi mangiarlo crudo diventa un'esperienza interessante.
I giapponesi ci fanno il sushi, ma prima lo cuociono, invece i coreani no, quelli se lo mangiano crudo ancora in movimento e la sensazione delle ventose che si attaccano alla lingua mentre lo si mastica è abbastanza bizzarra.
Avvolto in una foglia di gelso o di lattuga insieme all'immancabile kimchi (cavolo rapa fermentato piccante) e un'intero spicchio d'aglio si lascia mangiare.

fegatellomaipiu- Messaggi: 293
Data d'iscrizione: 06.03.11
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